Riassunto della settimana 2–6 marzo 2026 - Iran
- drzajic
- 28 lug 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 10 mar
Lunedì:
Gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco contro l’Iran, evento atteso da giorni e che ha generato forte preoccupazione geopolitica ma impatto finanziario limitato.
I titoli delle compagnie aeree sono scesi tra il 5% e il 10%, mentre petrolio, oro, dollaro e Treasury si sono rafforzati. Migliaia di turisti e residenti stranieri sono rimasti bloccati in Medio Oriente, mettendo a rischio un settore turistico cruciale per molte economie locali (in Dubai il 17% del PIL è legato all’aeroporto). I futures europei e americani erano in calo di circa l’1%, con mercati asiatici misti.
Martedì:
La tensione rimane alta: l’Iran ha risposto con lanci di droni e missili contro diversi paesi vicini, inclusi alcuni tradizionalmente alleati. Gli Stati Uniti hanno promesso ulteriori attacchi, con l’obiettivo di favorire un cambio di regime senza inviare truppe di terra.
Il petrolio è salito a 72,80 USD, mentre il gas europeo è aumentato del 50% dopo che il Qatar ha sospeso parte della produzione. Il rendimento del Treasury decennale è sceso al 3,95% (ricerca di rifugio) per poi risalire al 4,06%. Il dollaro continua a rafforzarsi anche contro franco e yen.
Mercoledì:
Nuovi raid USA e israeliani su Teheran e contrattacchi iraniani contro Dubai e Qatar. Il petrolio è salito ulteriormente a 76,17 USD, nonostante le rassicurazioni di Trump sul flusso stabile attraverso lo Stretto di Hormuz.
All’interno della NATO emergono divisioni politiche: Spagna, Francia e Regno Unito si oppongono all’intervento americano. I mercati restano deboli ma senza panico: USA -1%, Europa -3%, mentre l’Asia registra cadute forti (Corea -20% in due giorni).
Il Treasury decennale resta stabile al 4,07% e il dollaro rimane forte.
Giovedì:
La giornata appare più tranquilla: nessuna nuova escalation militare, ma gli aeroporti della regione restano in gran parte chiusi (23.000 voli cancellati). Il Senato USA, a maggioranza repubblicana, approva la continuazione dell’operazione militare.
Dopo due giorni negativi, Europa e USA chiudono in rialzo e l’Asia segue il trend positivo (Kospi +10%). Il petrolio sale a 77,73 USD e spinge il rendimento del Treasury a 4,13%.
Venerdì:
L’Asia apre positiva ma i mercati occidentali tornano in calo dopo l’ennesimo rialzo del petrolio sopra 80 USD e dati solidi sul mercato del lavoro americano. Questi due fattori rafforzano i timori inflazionistici e fanno salire il rendimento del Treasury a 4,14%.
Trump dichiara esplicitamente di voler “sostituire completamente” il governo iraniano.
Sul fronte valutario il dollaro si indebolisce leggermente (EUR/USD 1,1608), oro stabile e argento +2%. Bitcoin scende del 2% a quota 70.000 USD.

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